Gruppo di lettura

“GRUPPO DI LETTURA APERILIBRO”  in QUARANTENA

 RIFLESSIONI

Sono già trascorsi più di due mesi da quando è iniziata questa pandemia. Un tempo lunghissimo che ci ha privati della nostra vita, della nostra libertà, dei contatti umani. Non è stato facile per nessuno rimodellare ritmi e abitudini quotidiane adattandole alle molte restrizioni imposte per evitare il diffondersi del contagio. D’altro canto questo periodo ci ha dato la possibilità di ritagliare del tempo per noi stessi, per riflettere sulle nostre scelte di vita e accrescere così quella critica consapevolezza che ci renda capaci di trarre insegnamento dalla triste esperienza in cui ci troviamo a vivere. Ritengo che in futuro sarebbe fondamentale mettere in atto strategie volte a migliorare il nostro stile di vita puntando sull’essenzialità, dedicando maggiore tempo ed attenzione alle persone che incontreremo, soprattutto se in difficoltà e prendendoci anche maggior cura dell’ambiente. IL periodo è veramente difficile, drammatico direi, sia per le numerose morti che per le gravi difficoltà economiche, e non solo, in cui si sono venute a trovare molte famiglie. Questo quadro così cupo è stato però rischiarato dai rinnovati o riscoperti molteplici episodi di aiuto morale, di solidarietà, di presenze amorevoli e gentili, di gesti di fratellanza che hanno riscaldato veramente il cuore. Viene da chiederci: come sarà il nostro futuro? Non lo so e penso sia difficile per tutti intravedere qualcosa di certo, però quello che io mi auguro è che si possa tornare ad una vita più serena e tranquilla e che certi valori, riemersi così prepotentemente, possano rimanere e consolidarsi nel tempo.

Quando è iniziata la pandemia, la mia preoccupazione è andata ai partecipanti del Gruppo di lettura, perché mi rendevo conto che per loro sarebbe stato difficile vivere in isolamento date le faticose situazioni familiari. Ho pensato allora di attivare una videochiamata di gruppo con DUO e così è stato. Ora ci troviamo ogni settimana ed è molto bello per tutti vederci e sentirci.  L’argomento “libri” è stato un po’ soppiantato dal bisogno di confronto e condivisione di come ognuno sta vivendo in questo    momento. Abbiamo letto e un po’ commentato “Ora dimmi di te” di Andrea Cammilleri e “Il silenzio” di Erling Kagge.

In una delle serate ho proposto al Gruppo di scrivere qualche riga sull’esperienza sia di vita attuale sia di Gruppo, soprattutto nella nuova modalità “a distanza” e riporto alcuni pensieri.  G.V.

Corona virus 2020

 Quando avrò tempo…. Quando sarò a casa…. Quando….

Ora quel tempo lo abbiamo, quasi tutti, anche se non abbiamo potuto scegliere il momento: è un tempo vero e nostro in cui scrivere un pezzetto della nostra vita. Che passi alla memoria storica come “tempo del coronavirus” o che si disperda tra le pagine che andremo a scrivere, questo è per ciascuno di noi il nostro tempo, il qui ed ora con cui facciamo tanta fatica a restare.

Ho più di 60 anni e questo periodo mi riporta alla mia adolescenza, a quegli anni ’60 in cui, dopo le ore di studio, era la nostra fantasia a riempire il tempo che restava, dovevamo costruirci le amicizie (e non c’erano i cellulari, solo pochi e rari telefoni), inventarci, pensare e soprattutto imparare. Sì, imparare, perché il tempo ci dà la possibilità di interiorizzare sentimenti, di elaborare le emozioni trasformandole in azioni meditate, di valutare il rapporto azione/reazione, di scegliere dei modelli di riferimento da cui imparare, di stare con noi stessi e riscoprire la voce interiore della coscienza.

Immersi nella frenesia di questi anni pieni di tecnologia e di cose da fare  questo isolamento ci rimette in contatto con noi stessi, ci possiamo conoscere meglio e reinventare, ritrovare sogni sepolti nel cassetto della memoria e sacrificati magari per uno status sociale, comprendere cosa è davvero importante nella nostra vita e ciò di cui possiamo fare a meno, scavare un po’ di più nelle fatiche che quotidianamente incontravamo (magari nelle relazioni personali, di lavoro, di amicizia…) e valutare possibili alternative… Credo veramente che questa sia per noi tutti un’opportunità che ci viene data per ritrovare valori profondi, sacri nella loro essenza e fondanti per ricreare una nuova armonia con tutto il creato.

In termini economici ci sarà un conto salato da pagare, sarebbe follia non tenerne conto…. Ma, a maggior ragione, anche per questo è importate ora comprendere ciò di cui noi, ognuno di noi, ha veramente bisogno, capire e saper distinguere le vere necessità dai bisogni compulsivi che rispondono ad un sistema e economico/finanziario che ci sta manipolando… impariamo a scegliere come vogliamo vivere e, per quanto possibile, a rimanere coerenti con questo.

Questo è un tempo di isolamento, non di solitudine, mai come ora siamo in compagnia di noi stessi… e se questa vicinanza ci disturba forse ci vuole dire qualcosa ed indurre ad ascoltarci con più attenzione e ad abbandonare fardelli inutili e pesanti… ora, oggi, in questi giorni possiamo iniziare a costruire il nostro nuovo futuro. A.T.

APPUNTI di  Quarantena

 Quello che stiamo vivendo è una situazione incredibile, assolutamente inaspettata e difficile per molti. Ho l’impressione che le nostre vite siano sospese in una dimensione senza espressività.

La possibilità di incontrarci seppur a distanza, in videochiamata, è un’occasione speciale per il nostro gruppo: è un ritorno alla normalità che tanto mi manca. Finalmente sento voci amiche. Vedere i vostri volti, i sorrisi, i capelli ribelli di voi amici mi dona serenità e leggerezza che mi scaldano il cuore. C’è sempre spazio per ascoltare e per far intervenire tutti; la cosa più importante è l’attenzione che viene dedicata a ognuno di noi.

E’ il prolungarsi di questo isolamento che è difficile da sostenere e mi sta stancando. L’incontro settimanale a distanza mi aiuta a trovare quella parte di socialità che mi manca, è la possibilità di ritrovare la quotidianità e mi ritorna utile per frenare i ricordi che riaffiorano alla mente in questo periodo.

La premura e la perseveranza delle mediatrici che continuano con instancabile energia a donarci il loro affetto, mi colpisce e mi fa sentire ancora più accolta. Non si sono scoraggiate davanti ad una tecnologia e metodologia insolita che io non sarei invece riuscita ad accogliere.

San Cassiano si rivela anche in questa occasione una presenza forte nelle nostre vite, un punto di appoggio costante a cui possiamo sorreggerci, capace di mutare e trovare nuove strade per camminare al nostro fianco.

In questo momento il mio pensiero va a tutti coloro che non possono avere questo appoggio; a tutti coloro che si sentono soli in una situazione di grande difficoltà e sofferenza; a tutti quei bambini che hanno visto i genitori litigare durante questa quarantena forzata; a tutte quelle donne in situazioni di grande disagio. E’ un tempo sospeso anche per tutte queste situazioni.

Tempo

L’unità di misura internazionale del tempo è il secondo.

Quanti secondi ho trascorso in questa realtà sospesa che abbiamo vissuto e ancora stiamo vivendo. Quasi riesco tenerne memoria. Il tempo mi è sembrato diventare materiale, tangibile e pesante da sostenere.

Quante volte ho desiderato avere più secondi a mia disposizione da far trascorrere come meglio credevo per me, per i miei desideri per i miei sogni. E ora?

Mi sono trovato ad avere cosi tanti secondi a disposizione, che il mio cervello non è stato in grado di assimilarne il numero intero ed è andato in tilt.

Questo numero infinito di secondi si sono addensati tutti assieme, prendendo forma e dimensione occupando lo spazio del mio piccolo appartamento, relegandomi così su un divano impossibilitato di muovermi e privandomi dell’aria utile per respirare.

Non abbiamo bisogno di accumulare tempo per vivere, ma cercare di vivere il tempo che ci è stato donato.

Nel bene e nel male.     Mirco

Momenti e pensieri al tempo del virus

Il cielo è terso sopra di me, da quando c’è… le giornate sono piene di luce, sarà la primavera, che con la sua magia dà vita e trasforma ogni cosa e, noi qui, rallentati, costretti ad ammirare ciò che ci circonda limitati nella nostra libertà.

È riuscito a sconvolgere la vita di un pianeta, a piegarci davanti alla nostra fragilità.

Le immagini scorrono veloci, dolore, pianto, paura, morte, cari che ci lasciano nella solitudine.

Non più il calore di un abbraccio… Dio quanto mi manca la condivisione di momenti felici, una pizza, un gelato, una passeggiata in compagnia, cose semplici, quasi scontate…ora vedo!

Una sera, già buia, ho contemplato il creato, non mi succedeva da tanto tempo, nessun motore nelle strade, nessun treno in lontananza, nessuna scia in cielo, solo io, avvolta nel silenzio della natura sotto una volta di infinite stelle…non mi sono sentita mai così libera.

Che dono grande la vita, oh Dio ma quanta fatica, quante cose sbagliate, quante cose semplici le abbiamo rese così complicate.

Ospiti della nostra Terra l’abbiamo soffocata, penetrata, resa sofferente e ora, sordi al suo malessere, ci costringe a rallentare…questa volta l’uomo capirà?

Il nostro futuro? ma anche solo domani è incerto e poter condividere questa solitudine con gli Amici di Casa San Cassiano, l’app ci unisce, ci vediamo, ci siamo, soprattutto! È un appuntamento che rende le nostre giornate meno uguali, parole, sorrisi, risate, allentano le tensioni, le paure, il confronto ci fa crescere e ci unisce.

Grazie ai nostri Angeli che ci trasmettono fiducia e speranza ma, soprattutto, il loro esserci sempre per noi e con noi, vicine, al nostro fianco, mi fanno sentire meno sola.

Ancora grazie.

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